Una delle cause di emicrania, spesso sottovalutata, è un eccesso di istamina.
L’istamina è una molecola coinvolta in numerosi processi fisiologici, tra cui la regolazione della risposta immunitaria, la dilatazione dei vasi sanguigni e la funzione gastrointestinale. Tuttavia, un eccesso di istamina può avere effetti negativi, tra cui la comparsa di sintomi come orticaria, disturbi digestivi e, in alcuni casi, emicrania.
In particolare, l’istamina è stata associata a un tipo specifico di emicrania, caratterizzata da cefalea pulsante, nausea, sensibilità alla luce e al suono. Il suo effetto sui vasi sanguigni può favorire la dilatazione e l’infiammazione, contribuendo all’insorgenza della crisi emicranica. Inoltre, molte persone affette da emicrania presentano una ridotta capacità di degradare l’istamina a causa di una carenza dell’enzima diammino ossidasi (DAO), il principale responsabile della sua metabolizzazione.

Un eccesso di istamina nell’organismo può dipendere da diversi fattori, tra cui l’alimentazione e lo stato di salute intestinale. La disbiosi intestinale, ovvero uno squilibrio della flora batterica, può influenzare negativamente il metabolismo dell’istamina in diversi modi:
-
Riducendo la produzione dell’enzima DAO, necessario per degradare l’istamina in eccesso.
-
Favorendo la proliferazione di batteri che producono istamina, aumentando ulteriormente i livelli circolanti.
-
Indebolendo la barriera intestinale, facilitando il passaggio di istamina nel flusso sanguigno e amplificando la risposta infiammatoria.
Questo squilibrio può portare a un accumulo di istamina nell’organismo, peggiorando la sintomatologia emicranica e aumentando la frequenza degli attacchi.
Intervenire sulla salute intestinale e adottare una dieta mirata può essere un valido supporto nella gestione dell’emicrania, migliorando il benessere generale e riducendo il rischio di crisi ricorrenti.